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La Storia dei Vaporetti

storia1Per quei pochissimi che ancora non conoscono la fattura di tale mezzo, è importante sapere che l’equipaggio del vaporetto è composto da due componenti: lo spingitore, che quando necessario si occupa della spinta e della frenata; il guidatore, che conduce la discesa del vapore nel tortuoso percorso cittadino.
Necessaria la patente “P”, ovvero da pazzoide!
Per quanto riguarda il come, dove e perché sono nati questi strani mezzi ci sono varie teorie che si sono incrociate negli ultimi decenni. Unendo documentazioni e leggende cittadine, si ricrea così la storia di una manifestazione divenuta quasi leggenda.

Per molti, l’origine del vaporetto risale ad oltre sassanta anni fa ed il nome fu scelto in ricordo dell’automobile a vapore, chiamata appunto “Vaporiera”, che dal 1902 al 1909 fece servizio di linea sul percorso Spoleto-Norcia.
Qualche anziano ricorda che, dopo la fine del primo conflitto mondiale, con l’apparire sulla scena dei primi mezzi motorizzati, i ragazzi spoletini si dilettavano a costruire i primi vaporetti artigianali, con ruote costituite da coscinetti a sfera.

Per questi giovani pionieri, guidare il vaporetto nelle strade in discesa della città significava assaporare l’ebrezza ed il piacere di essere il pilota di un mezzo di trasporto se pur privo di motore. Bastava una lastra di latta, due tavolette di legno, uno spago ed un pugno di cuscinetti per costruire il proprio bolide.
Un’altra motivazione che si vuol addurre quale loro origine, è quella legata ad una tradizione in uso tra i minatori di lignite di Morgnano. Servendosi dei normali carrelli che utilizzavano quotidianamente per il trasporto dei detriti, nel giorno della Befana, organizzavano una sfilata lungo le vie cittadine, distribuendo le attesissime calze ai bambini presenti.
storia2Non si vuole imporre alcuna teoria, ci piace lasciare libera interpretazione a ciascuna persona lasciandola liberamente interpretare ed immaginare una possibile nascita di questi strambi e goliardici mezzi che hanno saputo conquistare un importantissimo posto all’interno della storia spoletina.

Si sa di certo, che negli anni trenta la tradizione dei Vaporetti continuò ad essere mantenuta, interrompendosi soltanto nel periodo del secondo conflitto mondiale. Riprese nel 1948 su iniziativa del Comitato Universitario Spoletino. Gli eclettici studenti scelsero quale occasione per il loro ritorno ufficiale la Festa della Matricola: organizzarono una vera e propria gara, con tutti i crismi di una manifestazione sportiva, che si disputava, come oggi, lungo il serpentone interno della città, una discesa di 1500 metri che da Piazza della Libertà porta in Via dell’Anfiteatro.

storia3Il premio? Una gigantesca Coppa di 5 Kg, ovviamente di maiale, preparata espressamente da un macellaio spoletino.
Dopo il 1950, il rudimentale e artigianale Vaporetto, cominciò a modernizzarsi, tanto che, man mano che si avvicinava sempre più ad una sofisticata tecnologia, si allontanava inevitabilmente dalla tradizione. Rimane comunque fortemente intatto lo spirito agonistico e goliardico che spinge a partecipare a questo fantastico evento. Il Comitato degli Universitari, negli anni novanta, venne sostituito dal Comitato Manifestazioni per Spoleto 2000 che, con sacrifici ed abnegazione dei suoi componenti, ha mantenuto l’atteso appuntamento fino al 2006. Grazie al rinnovato entusiasmo e soprattutto alla nuova scintilla fatta scoccare dall’Avis, è tornata alla ribalta dal 2012 questa ormai secolare tradizione, per la gioia dei tanti spoletini, grandi e piccoli, giovani e meno giovani, uomini e donne che, sicuramente, si riverseranno lungo il suggestivo percorso.

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